Codex Calixtinus (Fl.Vandoni)    

 

 

                                     CODEX CALIXTINUS o LIBER SANCTI JACOBI : PRESENTAZIONE GENERALE

                                                                               (Flavio VANDONI)

 

  Sommario :

- 1. Liber Sancti Iacobi

- 2. Struttura

  2.1. Lettera del papa Callisto II

  2.2. Libro I - Libro delle Liturgie

  2.3. Libro II - Libro dei Miracoli

  2.4. Libro III - Traslazione del corpo a Santiago di Compostella

  2.5. Libro IV - Conquiste di Carlomagno

  2.6. Libro V - Guida del Pellegrino

  2.7. Appendice I - Opere polifoniche

  2.8. Appendice II

- 3. Storia

                                                                   -----------------------------------

 

- 1. Liber Sancti Iacobi

 

  Il Liber Sancti Jacobi, conosciuto come "Codex Calixtinus", é un'opera del XII° secolo attribuita al Papa Callisto II. Si tratta di un insieme di testi redatti in latino a diverse epoche ed in modo indipendente.

 

  É composto di cinque sezioni o libri:

- Libro I - Il più esteso, riprende delle omelie e dei frammenti relativi alla liturgia dell'Apostolo San Giacomo. Per l'informazione che offre sulla spiritualità e sugli aspetti pratici del pellegrinaggio, é il nucleo del "Liber".

- Libro II - Collezione di ventidue miracoli dovuti all'intercessione dell'Apostolo, sopravvenuti in diverse regioni dell'Europa.

- Libro III - Il più breve, racconta il trasporto del corpo di San Giacomo dalla Terra Santa in Galizia, e parla dell'abitudine dei primi pellegrini di raccogliere delle conchiglie marine sulle coste galiziane.

- Libro IV - Conosciuto come "il Pseudo Turpino", per il fatto di essere attribuito all' Arcivescovo di Reims, Turpino, é l'opera d'un anonimo del XII° secolo. Vi si racconta che San Giacomo, apparendo in sogno a Carlomagno, l'ha incitato a liberare la sua tomba dai mussulmani, indicandogli la direzione da seguire, un cammino di stelle. Questo testo epico racconta la battaglia di Roncisvalle e la morte di Orlando.

- Libro V - É il più celebre di tutti, ed esiste ora tradotto in diverse lingue moderne. Questo "Liber Peregrinationis" , o "Guida del pellegrino", ci riporta fedelmente al vissuto dei pellegrinaggi del XII° secolo. Tutto indica che il lavoro di riunire, ordinare e rivedere l'insieme é stato portato a termine verso 1139-1140 da Aymeric Picaud, ecclesiastico del Poitou, sotto il cui nome, associato a quello del Papa Callisto II, ha circolato il Liber Sancti Jacobi.

 

  2- Struttura

 

  Il Codex Calixtinus comprende cinque libri e due appendici, per un totale di 225 foglietti di pergamena scritti sulle due facciate, con una dimensione di 295 x 214 mm. Salvo eccezioni, il testo é sempre su una colonna, con 34 linee per pagina.

 

  La struttura del codex é la seguente: Foglietto - (Numerazione antica) - Libro - Titolo in latino - Descrizione

- f. 1 - 2v - Lettera del papa Callisto II

- f. 2v - 139 - Libro I - Antologia liturgica - Libro delle Liturgie

- f. 139v - 155v - Libro II - De miraculi Sancti Jacobi - Libro dei Miracoli

- f. 156 - 162v - Libro III - Liber de translazione corporis Sancti Jacobi ad Compostellam - Traslazione del corpo a Santiago

- f. 163 - 191 (f. 1 - 29) (volume separato) - Libro IV - Historia Karoli Magni et Rotholandi - Conquiste di Carlomagno

- f. 192 - 213v (f. 163 - 184v) - Libro V - Iter pro peregrinis ad Compostellam - Guida del Pellegrino

- f. 214 - 219v (f. 185 - 190v) - Appendice I - contiene delle opere polifoniche

- f. 220 (f. 191) - (scomparso)

- f. 221 - 225 (f. 192 - 196) Appendice II - posteriore alla redazione originale del manoscritto

 

  2.1- Lettera del papa Callisto II

 

  Costituisce l'inizio del codex, su due foglietti. L'autore dice di essere il papa Callisto II, e racconta come ha raccolto numerose attestazioni di miracoli realizzati dall'apostolo San Giacomo "percorrendo i territori e le provinoce barbare durante 14 anni". Spiega cosi' come il manoscritto ha sopravvissuto a tutti i pericoli possibili, dagli incendi fino alle inondazioni.

  La lettera é indirizzata a "la molto santa assemblea della basilica di Cluny" ed a "Diego Gelmírez, arcivescovo di Compostella". Si crede che i copisti abbiano inserito questa lettera all'inizio del manoscritto per dare più importanza al loro lavoro, l'intervento diretto del papa, che era già morto nel 1124, é da scartare.

 

  Contenuto :

- 1 - Prologo - 1-2v - Lettera del papa Callisto

 

  2.2- Libro I

 

  Libro delle Liturgie (Antologie liturgiche) - Rappresenta quasi la metà di tutto il manoscritto, costituisce il nucleo del Liber e contiene gli elementi seguenti:

• 17 sermoni per le feste di San Giacomo

• 2 racconti del martirio dell'apostolo San Giacomo

• 2 uffizi: uffizio della vigilia della festa di San Giacomo (24 luglio) e uffizio delle feste di San Giacomo (25 luglio e 30 dicembre).

• 2 messe per gli stessi giorni: Messa della Vigilia di San Giacomo (24 luglio) e Messa della festività di San Giacomo (25 luglio).

• Istruzioni per le messe di ciascuno dei giorni dell'ottava delle feste di luglio

• Una messa per la festa dei Miracoli (3 ottobre)

• Una messa per la festa della Traslazione (30 dicembre) e parti supplementari per l'ottava di questa. Gli uffizi come le messe comportano una notazione musicale.

 

  Alla fine del Libro I si trova un supplemento gregoriano, anch'esso con notazione musicale. Una Messa solenne, attribuita a Fulbert di Chartres per le festività di San Giacomo (25 luglio e 30 dicembre) pare servire per la messa in scena teatrale. NB: L'esistenza di due festività differenti consacrate a San Giacomo, 25 luglio e 30 dicembre, si spiega con l'instaurazione del rito romano che sostituisce il rito ispanico alla fine del XI° secolo. Dalla sua fondazione nel IX° secolo, la chiesa di San Giacomo ha adottato la pratica liturgica in vigore in quel momento nella chiesa ispanica. Nel calendario liturgico proprio della chiesa asturiano-leonese, si celebrava una unica festa consacrata all'apostolo San Giacomo il Maggiore il 30 dicembre, giorno per cui si era sviluppata una liturgia specifica. Ma, nel calendario romano, la festa di San Giacomo si celebrava il 25 luglio. Con l'avvento del nuovo rito, la chiesa compostellana applica il calendario romano a condizione che si conservi anche la festa del 30 dicembre.

 

  Cosi', il 25 luglio rimane per la celebrazione della passione di San Giacomo, come nel resto dell'Occidente, ed il 30 dicembre per la celebrazione della vocazione e della traslazione del corpo a Santiago di Compostella. Tra le due feste si inseri' poi la festa dei miracoli di San Giacomo, il 3 ottobre, dovuta all'iniziativa di Sant'Anselmo, che poi fu spostata al 5 ottobre.

La liturgia deriva dalla comunità monastica antica di Compostella e nella sua parte musicale proviene dai benedettini di Vézelay.

 

  2.3- Libro II - Libro dei Miracoli (De miraculi Sancti Jacobi)

 

  Contiene una collezione di 22 miracoli attribuiti all'Apostolo. Per il suo contenuto é molto simile ad altre collezioni di miracoli censite nei secoli XI e XII. Occupa 16 foglietti (f. 139v - 155v) ed é per dimensione il secondo libro più piccolo. Prima dei miracoli, presenta un piccolo prologo - "scritto" dal papa Callisto II - ed un indice. Da qui si attribuisce la raccolta dei 22 miracoli a Papa Callisto II (18), Anselmo di Canterbury (2), Beda il Venerabile (1) e mastro Hubert (1).

 

  Narrazione dei 22 miracoli:

- Capitolo I - Dei venti uomini che l'Apostolo ha liberato dalla prigionia dei moabiti. (Papa Callisto)

- Capitolo II - Dell'uomo di cui la menzione d'un peccato fu cancellata per disposizione divinoa sull'altare di San Giacomo. (Beda)

- Capitolo III - Del fanciullo che l'Apostolo ha risuscitato tra i morti nei Montes de Oca. (Papa Callisto)

- Capitolo IV - Dei trenta loreni e del morto che l'Apostolo ha portato in una notte dal puerto de Cize fino al suo monastero. (Mastro Hubert, canonico di Besançon)

- Capitolo V - Del pellegrino che San Giacomo ha salvato dalla morte, anche se era impiccato da 36 giorni

(Papa Callisto)

- Capitolo VI - Del poitevino a cui l'Apostolo ha dato un angelo come aiuto, nelle vesti di un asino. (Papa Callisto)

- Capitolo VII - Del marinaio frisone, che l'Apostolo ha prelevato dal fondo del mare, vestito col casco e con lo scudo (Papa Callisto)

- Capitolo VIII - Del vescovo che fu salvato dal mare (Papa Callisto)

- Capitolo IX- Del soldato di Tabaria a cui l'Apostolo ha dato il potere di vinocere i turchi, liberandolo dalla malattia e dai pericoli del mare. (Papa Callisto)

- Capitolo X - Del pellegrino caduto in mare che l'Apostolo ha portato fino al porto tenendolo per la nuca per 3 giorni. (Papa Callisto)

- Capitolo XI - Di Bernardo, che l'Apostolo ha miracolosamente salvato dalla prigione. (Papa Callisto)

- Capitolo XII - Del cavaliere che l'Apostolo ha guarito con il contatto d'una conchiglia. (Papa Callisto)

- Capitolo XIII - Del cavaliere Dalmata, a cui l'Apostolo rende giustizia grazie al pellegrino Raimberto. (Papa Callisto)

- Capitolo XIV - Del commerciante liberato dalla prigionia (Papa Callisto)

- Capitolo XV - Del cavaliere che San Giacomo a salvato in battaglia quando tutti i suoi compagni erano già morti o prigionieri (Papa Callisto)

- Capitolo XVI - Del cavaliere che, in punto di morte e preso dai demoni, fu liberato grazie al bastone d'un

mendicante e al piccolo sacco d'una giovane donna. (Sant'Anselmo, arcivescovo di Canterbury)

- Capitolo XVII - Del pellegrino che si castro' e uccise per amore dell'Apostolo su istigazione del diavolo e che San Giacomo riporta in vita, con l'aiuto della santa madre di Dio. (Sant'Anselmo)

- Capitolo XVIII - Del conte di San Gilles, a cui l'Apostolo ha aperto le porte di ferro del suo oratorio (Papa Callisto)

- Capitolo XIX - D'Esteban, vescovo greco, a cui San Giacomo é apparso ed a cui ha rivelato cose future sconosciute. (Papa Callisto)

- Capitolo XX - Di Guillermo, cavaliere prigioniero, che un conte ha colpito sul collo scoperto con la spada senza poterlo ferire. (Papa Callisto)

- Capitolo XXI- Dello storpio a cui l'apostolo appare nella sua basilica ed a cui rende la salute. (Papa Callisto)

- Capitolo XXII - Dell'uomo venduto tredici volte e più, liberato dall'apostolo. (Papa Callisto)

 

  2.4- Libro III - Traslazione del corpo a Compostella (Liber de translazione corporis Sancti Jacobi ad Compostellam).

 

  É il libro più corto con solamente 6 foglietti (f. 156 - 162v). Comincia con un prologo ed un sommario e quattro capitoli seguono. Ci racconta l'evangelizzazione della Spagna fatta da San Giacomo e la "translazione" posteriore del suo corpo da Gerusalemme in Galizia e, infine, il luogo della sua sepoltura; ci parla cosi' dell'abitudine dei primi pellegrini di raccogliere delle conchiglie sulle coste galiziane.

 

  Contiene i capitoli seguenti:

- Indice dei 4 capitoli - Prologo del papa Callisto sulla grande traslazione di San Giacomo.

- Capitolo I - Traslazione dell'apostolo San Giacomo, fratello dell'apostolo ed evangelista San Giovanni, che si celebra il 30 dicembre, ed in che modo é stato trasportato il suo corpo in Galizia.

- Capitolo II - Lettera del papa San Leone.

- Capitolo III - Callisto, papa, sulle tre solennità di San Giacomo.

- Capitolo IV - Sulle conchiglie di San Giacomo. - Miniature (apparizione di San Giacomo a Carlomagno, scene della cronaca: partenza verso la Spagna, ritorno a Aix la Chapelle)

 

  2.5- Libro IV - Conquiste di Carlomagno (Historia Karoli Magni et Rotholandi)

 

  É il secondo libro del codex come grandezza, occupa 28 foglietti (f. 163 - 191) ed é composto di 26 capitoli. Nel 1609, questo libro é stato stralciato dal manoscritto per formare un nuovo volume col titolo "Historia Turpini". Infine, é stato riaggiunto di nuovo al Codex Calixtinus durante la sua restaurazione, nel 1966.

 

  É redatto in prosa da un chierico anonimo francese, probabilmente nella prima metà del XII° secolo. Seguendo l'abitudine medievale, attribuisce la paternità del suo testo a Turpíno (748-794), antico monaco e tesoriere di Saint-Denis, che é diventato Arcivescovo di Reims, e figura anche tra i "Dodici Pari" di Carlomagno nella Chanson de Roland. Per questo motivo, il libro é conosciuto dagli storici sotto il nome di Pseudo Turpino.

 

  Consiste nella cronica dell'arcivescovo Turpíno e racconta l'ingresso di Carlomagno in Spagna, la disfatta di

Roncisvalle e la morte di Roland. Racconta che San Giacomo é apparso in sogno a Carlomagno, l'ha incitato a liberare la sua tomba dai mussulmani, e gli ha indicato la direzione da seguire: un cammino di stelle.

 

  Contiene i capitoli seguenti:

- Prologo - Lettera di Turpíno - Indice dei 26 capitoli

- Capitolo I - Dell'apparizione dell'Apostolo a Carlomagno

- Capitolo II - Delle mura di Pamplona, cadute da sole

- Capitolo III - Dei nomi delle città conquistate in Spagna

- Capitolo IV - Dell'idolo Maometto

- Capitolo V - Delle chiese che fece Carlomagno

- Capitolo VI - D'Aigoland

- Capitolo VII - Dell'esempio dell'elemosina del morto

- Capitolo VIII - Della battaglia di Sahagún, in cui fiorirono le lance

- Capitolo IX - Della città d'Agen

- Capitolo X - Della città di Saintes, in cui fiorirono le lance

- Capitolo XI - Dei soldati delle armate di Carlomagno

- Capitolo XII - Della controversia tra Carlomagno e Aigoland

- Capitolo XIII - Dei poveri

- Capitolo XIV - Della morte del re Aigoland

- Capitolo XV - Dei cristiani ritornati indietro per cercare bottino illecito

- Capitolo XVI - Della battaglia con Fourré

- Capitolo XVII - Della battaglia con il gigante Ferragut e dell'eccellente controversia di Roland

- Capitolo XVIII - Della battaglia delle maschere- Capitolo XIX - Del consiglio di Carlomagno

- Capitolo XX - Della persona e della forza di Carlomagno

- Capitolo XXI - Della battaglia di Roncisvalle e della morte di Roland e d'altri combattenti

- Capitolo XXII - Della morte di Carlomagno

- Capitolo XXIII - Del miracolo che Dio degno' di fare per mediazione di Roland nella città di Gratianopolis

- Capitolo XXIV - Della morte di Turpíno e della scoperta del suo corpo (Callisto papa)

- Capitolo XXV - Di Al Mansour di Cordoba (Callisto papa)

- Capitolo XXVI - Della crociata in Spagna (Lettera del papa Callisto)

 

  2.6 - Libro V - Guida del Pellegrino (Iter pro peregrinis ad Compostellam)

 

  E’ una specie di Guida del pellegrino di Santiago, presenta i luoghi che si devono visitare lungo tutto il cammino, ed avverte il viaggiatore dei pericoli che troverà. Descrive anche la città di Santiago e la sua cattedrale con grande dettaglio.

 

  Contenuto: I capitoli del libro sono i seguenti:

- 192 - [163] - Argomento del Santo Papa Callisto e indice degli 11 capitoli

- 192-192v - [163-163v] - Capitolo I - Dei cammini di Santiago

- 192v - [163v] - Capitolo II - Delle parti del cammino di Santiago (Callisto Papa)

- 192v-193v - [163v-164v] - Capitolo III - Dei nomi dei villaggi del pellegrinaggio di San Giacomo di Compostella

- 193v - [164v] - Capitolo IV - Dei tre ospizi del mondo

- 193v - [164v] - Capitolo V - Dei nomi di quelli che hanno riparato il cammino di Santiago. (Aimeric)

- 193v-194v - [164v-165v] - Capitolo VI - Dei buoni e nocivi fiumi che si trovano sul cammino di Santiago. (Callisto Papa)

- 194v-197v - [165v-168v] - Capitolo VII - Dei nomi delle terre e delle particolarità delle genti che si trovano sul pellegrinaggio di Santiago

- 197v-207 - [168v-178] - Capitolo VIII - Dei corpi dei santi che riposano sul cammino e che devono essere visitati dai pellegrini. Storia del martirio di San Eutropio, vescovo di Saintes e martire

- 207-212v - [178-183v] - Capitolo IX - Del carattere della città e della basilica di San Giacomo, apostolo di Galizia. (Callisto Papa e Aimeric cancelliere). Sezioni: • Delle chiese della città • Delle misure della chiesa • Delle finestre • Dei portici • Della fontana di San Giacomo • Del sagrato della città• Della porta settentrionale • Della porta meridionale • Della porta occidentale • Delle torri della cattedrale • Degli altari della cattedrale • Del corpo e dell'altare di San Giacomo • Del frontone d'argento • Del baldacchino dell'altare dell'Apostolo • Delle tre lampade • Della dignità della chiesa di Santiago e dei suoi canonici • Dei tagliapietra della chiesa e dell'inizio e fine del suo cantiere • Della dignità della chiesa di San Giacomo

- 212v-213 - [183v-184] - Capitolo X - Del numero dei canonici di San Giacomo

- 213-213v - [184-184v] - Capitolo XI - Come devono essere accolti i pellegrini di San Giacomo

- 213v - [184v] - Fine del quinto libro dell'apostolo San Giacomo

 

  2.7- Appendice I

 

  Opere polifoniche - É un quaderno di 6 foglietti (214-219v) (o 185-190v nell'antica numerazione) con 22 composizioni polifoniche. É stato probabilemente scritto poco dopo il Codex, ma prima del 1180. Dal punto di vista musicale, é la parte più importante del manoscritto.

 

  2.8- Appendice II

 

  Questa appendice é stata incorporata al manoscritto in un periodo posteriore alla redazione originale, verosimilmente nella rilegatura realizzata alla fine del XII° secolo.

 

  Consiste in cinque fogli (f. 221-225) (o 192-196 nella numerazione antica): un bifolio con una falsa bolla di Innocenzo II e diversi foglietti sparsi. Sono copiati da differenti scrittori e contengono differenti testi, sottolinenando qualche miracolo attribuito a San Giacomo.

Contiene l'inno dei pellegrini di Santiago:" Dum pater familias". Nella bolla d'Innocenzo II, al foglietto 221, é dato ad intendere che il responsabile ed autore del Codex é le monaco cluniacense Aymeric Picaud, accompagnatore del pontefice Callisto II nel suo pellegrinaggio a Santiago nell'anno 1109. Secondo lo scritto, verso 1140, Aymeric ha deposto il Codex originale alla Cattedrale di Santiago, primo esemplare del Liber. Tutto questo é messo in dubbio dagli storici, in quanto, tra le altre cose, il bifolio che contiene la bolla non faceva parte del Codex originale, ma é stato aggiunto posteriormente.

 

  Contenuto:

- 221 - [192] - Bolla d'Innocenzo II

- 221 - [192v] - Miracolo di Bruno di Vézelay (1139) scritto da Alberico, abate di Vézelay, vescovo di Ostia e legato di Roma

- 221v - [192v] - Alleluia in greco, con notazione musicale

- 222 - [193] - Inno "Dum pater familias", con notazione musicale (Canto dei pellegrini)

- 222-222v - [193-193v] - Inno "Signa sunt nobis sacra"

- 223 - [194] - Miracolo di San Giacomo, del fanciullo risuscitato, anno 1164

- 223 - [194] - Un altro miracolo: Miracolo di San Giacomo, della figura storta del figlio d'un Visconte, conosciuta nelle terre di Poitiers

- 223v - [194v] - Miracolo di San Giacomo, della liberazione dei cristiani e della fuga dei Saraceni dal Portogallo (1190), in tre letture per le matine della festa del 3 ottobre

- 224 - [195] - Preghiera del maestro G (Gocelin o Galtier ?)

- 224-224v - [195-195v] - 6 letture per l'uffizio, secondo il papa Leone ed il maestro Panicha, sulla traslazione di San Giacomo

- 224v - [195v] - Apparizione di San Giacomo al monaco Oldierus di Chiaravalle:" Tale é la tua giustizia"

- 224v-225 - [195v-196] - Miracolo di San Giacomo, d'un infermo guarito all'epoca delle feste della traslazione (30 dicembre) (due versioni)

- 225 - [196] - Visione d'un certo Fouques, di Montreuil, pellegrino dodici o tredici volte a Santiago

- 225v - [196v] - Copia dell'inno "Signa sunt nobis sacra"

 

  2.9- Storia

 

  Il Codex Calixtinus é stato copiato da almeno quattro mani, due tra loro molto simili. L'autore principale é conosciuto sotto il nome di Scriptor I. Il manoscritto originale si componeva di 27 quaderni. Già in epoca antica si sono prodotti dei cambiamenti in alcuni quaderni, che hanno variato la struttura del Codex. Poi, verso il XV° secolo, si é perso il foglietto 220, che all'origine sarebbe stato bianco e appartenuto all'ultimo quaderno. Si é pure perso un foglietto, anch'esso in bianco, che precedeva l'attuale foglietto 1. L'uso antico voleva che che il manoscritto avesse il primo e l'ultimo foglietto in bianco come protezione. A questa struttura primitiva del Codex, si é aggiunta, verosimilmente nella rilegatura realizzata alla fine del XII° secolo, una seconda appendice (Appendice II).

 

  Il libro IV é stato separato dal manoscritto nel 1609, cosa che si vede nei danni ai quaderni 20, 21 e 24, e i due volumi sono stati rilegati separatamente da Alonso Rodríguez León. Infine, il libro IV é stato di nuovo riunito al manoscritto nel corso della restaurazione del 1966, cosa che ha richiesto una rilegatura diversa del Codex, tagliando i foglietti che erano più grandi degli altri per pareggiarli.

 

  Le note a margine che i canonici di Compostella hanno lasciato nel manoscritto dimostrano che il Codex é stato letto ed utilizzato ininterrottamente almeno fino a metà del XVI° secolo. Pare quindi che all'inizio del XVII° secolo il manoscritto abbia cessato di interessare, cadendo nell'oblio.

 

  Nella seconda metà del XIX° secolo, il manoscritto é stato riscoperto dal canonico archivista della Cattedrale di Compostella, Antonio López Ferreiro. Ma é stato pubblicamente conosciuto grazie al gesuita Fidel Fita e a Aureliano Fernández Guerre che, nel 1879, sono andati a Compostella per un viaggio di studi e pellegrinaggio. L'anno seguente, nel 1880, pubblicarono un libro sul loro viaggio (Souvenirs d'un voyage à Santiago de Galice), consacrando i capitoli X e successivi alla descrizione e studio del Codex calixtinus. Il libro comprendeva una fotografia dell'inno Dum Pater familias ed una trascrizione del testo, come pure un verso dell'inno Ad honorem Regis summi.

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                                                           delhommeb at wanadoo.fr -  02/06/2016