Codex Calixtinus (S. Lusini)  

 

                                                   Un libro chiamato Codex Calixtinus

                                     Don Sandro Lusini, parroco di Porto S.Stefano (GR)

 

  http://santiago.pellegrinando.it/sandro/sandro2.htm  

 

  Nel Medio Evo, i principali promotori delle peregrinazioni furono i monaci del potente ordine di Cluny. I pellegrinaggi partivano da tutti i punti d'Europa, incluso l'Oriente, ma fu nell'XI secolo, quando i re Sancho il Maggiore di Navarra e Alfonso VI di León tracciarono il Cammino Francese, che il fenomeno del pellegrinaggio assunse grandi proporzioni. Il cammino fu tracciato utilizzando fondamentalmente le antiche vie romane che univano i differenti punti della penisola. Di fronte all'impressionante afflusso di gente, si vide la necessità di dotare il cammino dell'infrastruttura necessaria per fornire sostegno ai pellegrini; così furono costruiti ostelli, edificati ospedali e cimiteri, si crearono ponti, si eressero chiese, monasteri e abbazie e, quel che è più importante, furono fondati lungo la rotta un'infinità di piccoli paesi, che costituiscono un'eredità storica ed artistica di immenso valore.

 

  In quello stesso secolo, un prete francese, Aymeric Picaud, rese noto un libro chiamato Codex Calixtinus (così chiamato in quanto il testo si riteneva attribuibile al papa spagnolo Callisto II, ma è assai dubbio che egli ne fosse l'autore), in cui già si descrive il cammino francese e si forniscono un'infinità di consigli per percorrerlo. Si tratta senza dubbio della prima guida turistica dell'umanità. La Guida era stata redatta tra 1130 e 1135 dall'ambiente religioso cluniacense. Questo testo detto anche Liber Sancti Jacobi è composto da cinque libri: mentre le prime quattro parti erano dedicate a celebrare le gesta dell'apostolo Giacomo Maggiore nella quinta si poteva consultare una precisa descrizione dei percorsi che dalla Francia conducevano al celebre santuario spagnolo nel limite ultimo della Galizia presso Capo Finisterre. L'autore stesso, prevedendo le difficoltà che i viandanti avrebbero incontrato inoltrandosi in terre ancora sconosciute, dopo una personale ricognizione a cavallo aveva steso questa guida tanto ricca di particolari da poter sembrare un itinerario turistico: bisogna invece star ben attenti a non conferire questa limitazione moderna al lavoro perché la Guida è soprattutto una guida spirituale, il disegno di un itinerario santo che conduceva tanti pellegrini al luogo spirituale per eccellenza, appunto Santiago de Compostela dopo aver obbligatoriamente disegnato un percorso entro cui tutte le tappe di avvicinamento, caratterizzate dalla visita ad altri importanti Santuari, costituivano momenti essenziali di un più esteso processo di purificazione che raggiungeva appunto il suo acme nel sublime momento della visita a Santiago.

 

  Il Codex Calixtinus, il cui autore o autori ci sfuggono dal punto di vista della ricostruzione storica, ha la sua fonte ispiratrice nell’opera dell’Arcivescovo Diego Gelmirez, una delle figure chiave nella storia del pellegrinaggio a Compostella: il manoscritto è una compilazione di differenti testi che vengono elaborati e riunificati da uno o più autori, di origine francese, quasi certamente cluniacensi, collaboratori di Gelmirez. Dei cinque libri, da menzionare il primo, di carattere essenzialmente liturgico, che include il celebre sermone Veneranda dies e il quinto conosciuto come “Guida del Pellegrino”, che descrive dettagliatamente l’itinerario da seguire per raggiungere Santiago dal resto dell’Europa. Ne diamo qui una breve ma importante sintesi:

 

  “Guida del Pellegrino” : Guida del Pellegrino (S.Lusini) 

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delhommeb at wanadoo.fr -  01/01/2013