Equipaggiamento (D'Atti)

 

                                                     Lo zaino perfetto (Monica D'Atti)

  http://www.confraternitadisanjacopo.it/Francigena/esperienza/vademecum.pdf

 

  Ragionando sull’equipaggiamento

 

  Lo zaino perfetto, chimera e sogno di ogni pellegrino.

  In queste pagine si cerca di riportare una serie di suggerimenti che possono aiutare a raggiungere il

risultato agognato.

  L’equipaggiamento viene qui suddiviso in indispensabile, utile e opzionale.

  Nell’indispensabile si elenca tutto quanto è davvero necessario. E’ un elenco ragionato nell’ottica

della massima riduzione del peso.

  Nell’utile si amplia il primo elenco a favore di chi non ritiene di potercela fare con poca roba. Il

consiglio da pellegrino a pellegrino è quello di cercare di farcela comunque con l’indispensabile.

  Nell’elenco degli optional, che dipende dai gusti e dalle esigenze personali si aggiungono un po’ di

cose ed è un elenco aperto perché, appunto, scaturisce da interessi personali.

  Anche per questo terzo elenco si consiglia una attenta e ripetuta riflessione, evitando il sovraccarico dopo aver valutato le reali esigenze.

  Per il neo-pellegrino, magari con poche esperienze simili nell’escursionismo o nello scoutismo, la

realizzazione dello zaino potrà comportare qualche incertezza ma sarà un utile esercizio sia di

tecnica sia di scoperta di se stessi.

  Prima di acquistare qualsiasi oggetto si consiglia infatti di approfondirne gli aspetti tecnici e funzionali in base alle proprie reali esigenze.

  Per evitare di prendere oggetti inutili cercate il consiglio di amici veramente esperti, navigate bene su internet (chi sa navigare approda a tutte le spiagge), valutate l’offerta commerciale e infine scegliete con la

vostra testa.

  Il pellegrinaggio è anche essenzialità e semplicità che non vuol dire superficialità ma esattamente il

suo contrario ed uno dei primi passi può partire da qui.

  Su tutto valga la frase di Saint-Exupery:

“In ogni cosa la perfezione è raggiunta non quando non c’è più nulla da aggiungere ma quando non c’è più niente da eliminare”.

 

  L’indispensabile

 

- 1 zaino (40+10 litri)

  Più lo zaino è piccolo meno lo si può riempire: diventa quindi più facile ridurre il quantitativo di

materiale che ci si porta via.

  La capacità di 40 litri è quella più ridotta per il vero pellegrino essenziale. 60 litri sono eccessivi e lo

zaino rischia di diventare pesante anche per un uomo robusto. Con 50 litri è possibile un giusto mezzo.

Quando si prova uno zaino bisogna farlo con del peso dentro. La sensazione cambia radicalmente e si

può valutare meglio l’effettiva portabilità e aderenza alla schiena.

  Cercate uno zaino con sistema di aerazione dietro la schiena, come un distanziale in rete (ma sono

pochi i modelli buoni che adottano questo sistema) o altri sistemi e materiali più sofisticati. Gli zaini

con il basto rigido sono ormai superati perché hanno sempre avuto limiti di portabilità e di adattamento

solo a poche schiene. Esistono ora schienali con ottimi sistemi di regolazione in altezza per adattare la

lunghezza del busto agli spallacci e alla cintura lombare. Una perfetta regolazione è alla base della

portabilità dello zaino. Il peso dello zaino deve poter essere scaricato in massima parte sulla cintura

lombare e lo zaino essere portato dalle gambe più che dalle spalle.

  Controllare anche l’ergonomicità degli spallacci verificando che non sfreghino troppo sul fianco delle

ascelle così da non irritare la pelle con la frizione prolungata e con il sudore.

  Il materiale dello zaino deve essere naturalmente impermeabile e quello dello schienale traspirante e di

rapida asciugatura. In caso di forte pioggia comunque nessuno zaino potrà fare a meno di una

copertura impermeabile adeguata (poncho o coprizaino: vedi più avanti).

 

- 1 sacco a pelo

  Molto dipende dalla stagione nella quale si fa il pellegrinaggio. Generalmente dalla primavera

all’autunno non è necessario portarsi dietro un sacco a pelo in piuma (che può arrivare a pesare anche

2 kg). Esistono naturalmente anche sacchi in piuma più leggeri con isolamenti termici che

diminuiscono a seconda del peso.

  Il sacco a pelo a mummia garantisce un isolamento termico maggiore rispetto a un modello di pari

peso e imbottitura ma con apertura a coperta. Quest’ultimo però può essere più comodo se ci si trova in

locali caldi e si vuole aprire completamente il sacco.

  La piuma rimane il miglior materiale per durata, comprimibilità e peso (a parità di peso è più isolante)

e disperde rapidamente l’umidità corporea.

  Attualmente sono stati studiati ottimi materiali sintetici che hanno come caratteristiche favorevoli

rispetto alla piuma di essere più facili da lavare (la piuma richiede particolare attenzione

nell’asciugatura) e di asciugare più rapidamente. Costano generalmente anche meno. Quindi se non si

cerca il sacco a pelo perfetto ed eterno (il mio in piuma, per esempio, ce l’ho dall’87) vanno bene i

sintetici.

 

- 1 torcia elettrica

  Quelle frontali (da “testa”) possono essere una buona scelta: piccole, leggere e comode per essere usate

con le mani libere. Verificare bene il tipo di pila. Alcuni modelli usano pile che in alcuni luoghi sono

difficilmente reperibili e sono oltretutto i modelli di torcia più costosi.

 

- 1 borraccia d’acqua da 1 litro o due da mezzo litro

  Esistono molti modelli di borraccia ma anche la semplice bottiglia in plastica fa la sua funzione

egregiamente. Quella della Gatorade per esempio ha un tipo di plastica più resistente; molte bottiglie

hanno il tappo per bere a ciuccio. La cosa migliore è agganciarle alla cintura per averle comode.

  Esistono anche le sacche d’idratazione, sacchetti flosci con tubicino per succhiare l’acqua senza dover

estrarre la borraccia dallo zaino. Possono essere comode in situazioni particolari dove il rischio di

disidratazione è elevato come può accadere a un corridore in un deserto. Un po’ meno fondamentali

per un pellegrino che comunque ogni tanto si ferma per riposare o anche solo per guardarsi intorno. In

particolare è poco igienico il tubicino che rischia di sporcarsi facilmente quando si appoggia lo zaino

da qualche parte. Diventa noioso anche cercare di proteggere il tubicino ad ogni sosta ripiegandolo in

qualche tasca.

 

- 1 poncho impermeabile

  Preferire i modelli con l’apertura davanti. Sono comodi per essere indossati e, quando l’intensità della

pioggia cala, possono essere aperti evitando di sudare troppo, e gettati sulle spalle come mantelli

possono continuare a coprire solo lo zaino. Da Decathlon ci sono modelli di buona qualità e buon

prezzo.

 

- 1 pile

  Media pesantezza. È il capo ideale. Ha un’alta resa termica e ha un peso molto ridotto. Piegato e messo

in una sacchetto di tela funge da cuscino per la notte.

  Può essere comodo sceglierne un modello con l’apertura a giacca. È più versatile.

 

- 1 giacca antivento/antipioggia

  Classico spessore k-way; esistono infiniti modelli in commercio in goretex o materiali similari più o

meno semi-traspiranti. Non c’è bisogno che sia imbottita. In caso di freddo si mette sotto il pile.

Cercare di avere garantita la funzione impermeabile e antivento (wind-stopper). Si indossa in caso di

pioggerellina sottile e in caso di vento. Per la vera pioggia solo il poncho può salvare.

 

- 1 pantalone corto

  C’è chi preferisce camminare sempre con il pantalone lungo o con quello a mezza gamba. In questo

caso non portare il pantalone corto. Considerare comunque di avere un pantalone che si usa solo per

camminare, di tessuto che si asciughi possibilmente in fretta. Così si potrà pensare di lavarlo ogni 2/3/4

gg. a seconda della necessità e di averlo pronto da indossare già il mattino dopo.

 

- 1 maglia

  Maglia da usare solo per camminare. In microfibra, che permette la rapida asciugatura sia del sudore

addosso mentre si cammina sia dopo averla lavata.

  Può essere una canottiera o una maglia con le maniche corte. Questo dipende dalle preferenze

personali. Camminare con la canottiera comporta il rischio di bruciarsi le spalle (usare eventualmente

una crema solare) ma si rimane più freschi e il sudore sotto le ascelle è più ridotto.

 

- 1 pantalone lungo con cerniera lampo per trasformarlo in corto

  E’ il pantalone che si usa solo dopo aver camminato, una volta arrivati all’ospitale e lavati. È lungo

perché può servire se la sera è fresco, se si deve entrare in chiesa o sia opportuno comunque di essere

un po’ più in “ordine”. È corto quando il pomeriggio fa ancora caldo e fa piacere restare più freschi e

comodi.

 

- 1 camicia e/o una maglia con le maniche corte.

  Sono i capi di abbigliamento che servono dopo aver camminato, una volta arrivati all’ospitale e lavati.

Può convenire averli entrambi. La maglia con le maniche corte per il caldo, la camicia per coprirsi dal

fresco della sera. Se poi dovesse fare molto più fresco si ha sempre il pile.

  In questo modo si hanno tutti gli strati necessari per il confort termico oltre che “estetico” senza

doversi portare dietro anche una felpa che rischia di pesare troppo.

 

- 2 capi di biancheria intima

  In microfibra asciugano prima. Un terzo slip lo si tiene naturalmente addosso. Volendo si potrebbe

anche rischiare e portarsi solo uno slip di ricambio. I rischi sono che non si asciughi o che si perda o si

dimentichi sul filo steso all’ospitale e allora restare con solo uno può essere “scomodo”.

 

- 2 calze trekking

  Stesso ragionamento degli slip. Si aggiunge che è opportuno scegliere delle calze di buona qualità che

garantiscano la possibilità al piede di trovarsi sempre asciutto dentro la scarpa. La fibra in Capilene

della Patagonia ha questa caratteristica. Altre marche dichiarano questa qualità ma non tutte ce l’hanno

veramente.

 

- Maglia e pantaloni per la notte

  Basta una maglietta con le maniche corte e un paio di pantaloni (lunghi o corti) molto leggeri.

Ricordatevi che se state facendo un vero pellegrinaggio, andando a dormire negli ospitali non sarete

quasi mai in stanza da soli e quindi le abitudini “sportive” per l’abbigliamento notturno sono

improprie.

 

- Carta igienica e/o fazzoletti

  Della “carta” in tasca serve sempre.

 

- 1 telo doccia

  In microfibra. Invece di prendere un asciugamano piccolo e uno grande o, ancora peggio, solo uno

piccolo, si consiglia un solo asciugamano grande come un telo doccia. Da Decathlon vendono un

modello della Tribord nel reparto accessori per la piscina che costa € 9,90. E’ grande 125 x 78 e pesa

200 gr. Permette di fare la doccia e di avvolgerlo in vita comodamente uscendo dalla doccia senza

dover fare salti mortali e manovre strane per asciugarsi in fretta e male come invece capita se si è

portato solo l’asciugamano piccolo.

 

- 1 copricapo

  Può essere un cappello a falde larghe (sicuramente più funzionale) o un cappellino stile baseball o una

bandana o quello che la propria testa sopporta fisicamente e concettualmente. Comunque un copricapo

serve a tutti. L’eroe sotto il sole a picco la sera all’ospitale è stracotto.

 

- Pulizia personale

  Sapone di marsiglia, dentifricio, spazzolino, deodorante.

  Potrebbe non servire altro per la pulizia personale. Con il sapone di Marsiglia si fa corpo e panni da

lavare. Ci sono formulazioni molto buone anche per la pelle e il sapone “secco” è più leggero di quello

liquido. Il pellegrino potrebbe aver bisogno del rasoio (a volte anche la pellegrina ☺).

 

- Primo pronto soccorso

  Considerando che i luoghi attraversati lungo la VF sono civilizzati è facile trovare ogni giorno almeno

una farmacia. Basta quindi ridurre al minimo il necessario per il primo soccorso e tutto il resto sarà

comprato caso per caso al momento necessario. Spesso il pronto soccorso degli escursionisti è

l’anticamera della pattumiera, pieno di prodotti che non verranno mai usati.

  Cerotti, microboccetta con alcool e cotone idrofilo (i fazzolettini disinfettanti finiscono sempre per

essere asciutti quella volta che servono), antistaminico in pomata ed eventualmente Bentelan (le

punture da insetto possono essere le più pericolose, in particolare in caso di improvviso e non

prevedibile shock anafilattico).

  Il resto del pronto soccorso dipende dalle esigenze personali e dai medicinali di uso quotidiano o

frequente.

  Si consigliano anche dei cerotti per vesciche. Molti usano i Compeed. Io non li ho mai trovati

funzionali. Preferisco ogni mattina prima della partenza (o mentre si cammina se si verifica la

necessità) riparare le parti del piede che rischiano di avere delle vesciche con dei cerotti in tela

preventivi. Da Decatlon vendono dei cerotti in striscia, ritagliabili secondo la lunghezza necessaria che

vengono usati dai runner per riparare i piedi durante le maratone. In questo caso ricordarsi di portare

dietro anche delle forbicine.

 

 - Documenti, soldi, tessera sanitaria, credenziale

 

- Occhiali

  Da lettura per gli “over” e da sole per tutti

 

- Guida

  Sulla VF è indispensabile averla.

  Sul Cammino di Santiago ci si può anche permettere di seguire solo le frecce gialle e gli altri pellegrini. Sulla VF è necessaria anche perché pochi sanno dirvi da che parte andare e tanti segni sono stati messi senza la dovuta attenzione da varie persone con idee tutte loro sulla strada migliore per un pellegrino a piedi: … ahaa… ma lei va a piedi…. pensavo andasse in macchina o magari in bici… bè, la faccio allungare solo di qualche km…vedrà che arriva lo stesso….

 

- Scarpe

  Argomento personalissimo. C’è chi va benissimo con un solo paio di sandali, chi necessita di scarponi

alti che proteggano la caviglia dalle storte, chi va bene con gli scarponcini bassi e chi si cambia la

scarpa a metà giornata passando dallo scarponcino al sandalo (tenuto con o senza calza).

  L’esperienza personale mi porta ad usare un paio di scarponcini leggeri da trekking, modello basso con

plantare shock-adsorb come offre la maggior parte degli scarponcini evoluti ora in commercio (non

comprate la scarpe in un “mercatone”, scegliete una buona marca). Dopo aver usato per qualche anno

un modello molto leggero e traspirante ma non impermeabile sono tornata a un modello impermeabile

in Goretex che garantisce comunque una buona traspirazione e mi permette di avere il piede asciutto in

caso di pioggia (non in caso di acquazzoni torrenziali: in quel caso solo uno scarpone da montagna in

pelle trattata o in plastica da neve può garantirlo ma non sono modelli da pellegrino; allora conviene

nella maggior parte dei casi camminare con i sandali ed avere la scarpa chiusa asciutta nello zaino da

indossare una volta arrivati all’ospitale).

  In caso di caldo elevato cammino con i sandali che permettono piena traspirazione del piede. A volte

uso i calzini e a volte no. Dipende anche dal grado di abitudine del piede al sandalo.

!!Importante!! Le scarpe devono essere collaudate. Non partite mai senza aver fatto un buon numero

di km con le scarpe nuove che avete preso.

 

  L’utile

 

- 1 saccolenzuolo

  Potrebbe essere utile per dormire quando fa molto caldo senza utilizzare il sacco a pelo. Non

sostituisce però il sacco a pelo perché non garantisce abbastanza protezione dal freddo.

  Può essere comodo in quanto lavabile facilmente e quindi nei pellegrinaggi prolungati può essere

lavato ogni tanto, a differenza del sacco a pelo. Quindi è un’ottima intercapedine pulibile tra voi e il

sacco.

 

- Ciabatte x doccia

  Per fare la doccia potrebbero bastare i sandali che si usano per camminare. A volte però il sandalo lo si

vorrebbe avere asciutto come scarpa da riposo. Allora ci si potrebbe portare dietro un paio di ciabatte

ultraleggere con la funzione esclusiva di isolare il piede dal pavimento della doccia (pratica comunque

consigliabile per evitare funghi o altro).

 

- Bordone

  Il bastone del viandante è un utile strumento in varie occasioni. Anche se recentemente si sta

consolidando l’uso della racchette simili a quelle da sci, chiamate più tecnicamente bastoncini

telescopici da trekking o da nord walking, il vero bastone del pellegrino è il bordone in legno.

 

- 1 tappetino per la notte

  Sulla VF può essere necessario. Non tutti gli ospitali per i pellegrini garantiscono una branda o un letto

e a volte ci si può trovare ospitati in un semplice salone parrocchiale.

  Per dormire sul morbido esistono varie soluzioni.

  C’è il tappetino in poliuretano arrotolabile. Molto economico, molto leggero ma un po’ ingombrante e

non troppo confortevole per la sua sottigliezza. C’è il materassino gonfiabile. Ne esistono di tecnici e

leggeri (ma non leggerissimi) ma sono ormai in via di abbandono da parte delle case di produzione di

accessori tecnici. Si bucano facilmente e sono lunghi da gonfiare.

  La soluzione migliore è l’autogonfiante. È una via di mezzo tra i due modelli sopra citati. Compresso

si riduce a un volume pari alla metà del normale tappetino e aperto si gonfia da solo richiedendo solo

un ultima gonfiata a fiato per dargli la pressione definitiva. È poi molto isolante dal punto di vista

termico. Pesa come un materassino gonfiabile e costa circa uguale (a volte un po’ di più). Ci sono vari

modelli ma più è leggero e meno è confortevole. La marca migliore in assoluto, che garantisce

resistenza e vera autogonfiabilità, è la Therma-A-Rest. Se si pensa di usare tale attrezzatura in varie

occasioni è un buon investimento. Io l’ho comprato 10 anni fa e ne ho fatto un uso intenso sia in tenda

con gli scout che nei tanti pellegrinaggi. È ancora come nuovo. Bisogna naturalmente seguire le

istruzioni per mantenerlo sempre efficiente.

 

- 1 giubotto catarinfrangente

  Può essere una buona norma precauzionale. Non sono tanti i tratti pericolosi e trafficati sulla VF ma gli

automobilisti purtroppo sono sempre più distratti e arroganti. Può essere utile indossarlo dove se ne

avvverte la necessità.

 

-  Coltellino

-  Notes e biro

- 1 crema solare

- Telefono cellulare + caricabatteria

- Kit bucato:

  corda 6 metri (sottile), 10 mollette o 10 spille da balia.

 

  Opzionale

 

- Macchina fotografica

 

- 1 coprizaino impermeabile

  Non è strettamente necessario. Se piove poco si potrebbe camminare con la giacca impermeabile e allo

zaino basta la sua impermeabilità.

  Se piove molto serve il poncho che copre quindi anche lo zaino.

    

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                                                                       08/08/2011

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