Domande frequenti (Callegari)

 

                                                    LE DOMANDE PIU ’ FREQUENTI  

                                                           (Luciano CALLEGARI)

 

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=3523

 

  Questa pagina è da considerarsi una bozza: alcune risposte sono ancora inadeguate.   Chi ha opinioni diverse mi scriva: confronterò volentieri i diversi punti di vista e le diverse esperienze, sempre pronto a cambiare idea, se riconoscerò un mio errore.

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  Ho solo una settimana (due settimane, 10 giorni) di tempo e vorrei fare il cammino.  Da quale località mi consigli di partire?

  Non ho tempo sufficiente per percorre tutto il cammino e allora pensavo di saltare alcune tappe percorrendole con il bus: quali sono le tappe meno interessanti, quelle paesaggisticamente meno belle?

 

  Sia chiaro: ciascuno ha tutto il diritto di fare il cammino come crede senza doverne rendere conto a nessuno.

  Il mio consiglio è di partire da Saint Jean Pied de Port e di percorrere la parte iniziale del cammino, sino a che il tempo a disposizione lo consente, e quindi rientrare.   Il cammino potrà essere ripreso e concluso successivamente, in due, tre, quattro volte.  Non c ’è nessuna fretta di arrivare. E non è certo una buona soluzione percorrere solo l ’ultima parte del cammino: sarebbe come aprire un libro e saltare la prima metà, o anche di più: ma che senso avrebbe?   E ugualmente sbagliato sarebbe saltare alcuni capitoli, quasi fossero inutili, superflui.   E quando mai si va a vedere l ’ultima parte di un film solo perché non si ha il tempo di vederlo tutto?

  Anche per il cammino l ’approccio è lo stesso: il cammino ha una sua unità, una storia, un succedersi di paesaggi, di luoghi storici, un insieme di suggestioni.   Come si può tagliarne delle parti senza rischiare di snaturarne il significato?

  Non si va sul cammino per i suoi paesaggi: chi cerca questo allora ha a disposizione luoghi certamente migliori.   Il cammino non è un trekking qualsiasi: è un ’esperienza unica, assolutamente particolare.   Non esistono tappe belle o tappe brutte.

  Basta chiedere a chi ha fatto il cammino e si ascolteranno le opinioni più diverse.  

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  Penso di percorrere quest’anno una parte del cammino e concluderla l’anno prossimo.  Devo farmi rilasciare due credenziali?

 

  No: è sufficiente una sola credenziale

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  Come faccio a raggiungere Saint Jean Pied de Port?

 

  Il metodo a mio parere migliore è il treno.  E’ un mezzo apparentemente più lento ma è tranquillo, dolce, adatto ad iniziare un pellegrinaggio. L’aereo è certamente più rapido.  Attenzione però a valutare i tempi complessivi, incluso quindi il trasferimento all’aeroporto, le attese, gli eventuali cambi, il trasferimento a Saint Jean, l’eventuale pernottamento.   Può essere che alla fine ci si metta di più!   

  Vedere per maggiori informazioni la pagina IL VIAGGIO  

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1736

  Traspòrto Italia

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  Vorrei fare il cammino per la prima volta: quale mi consigli?  

 

  Il primo cammino dovrebbe essere il Camino Francés.  Perché è il più antico, quello più frequentato nei secoli, quello più ricco di testimonianze storiche. Si incontrano edifici e strutture realizzate nei secoli proprio in funzione del cammino: ponti, fontane, conventi, ostelli, castelli, addirittura paesi interi.   Sono presenti numerosissime strutture di accoglienza, bar, trattorie.  Il percorso è tracciato benissimo con le frecce gialle.   E infine è frequentato da persone provenienti da tutti i paesi del mondo.  La condivisione con queste persone è una delle più belle opportunità che offre il cammino.

  Tutti questi elementi sono presenti anche negli altri cammini ma sul camino francés in modo molto più evidente.

  Gli altri cammini sono indicati, a mio parere, per chi ha già percorso il Camino Francés e per chi cerca un ’esperienza da fare in maggiore solitudine.

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  E’ meglio fare il cammino da soli o in compagnia?

 

  E ’ meglio partire soli perché così si è più liberi e si sente maggiormente lo stacco dalla vita quotidiana.   Partire in compagnia significa in qualche modo portarsi dietro un pezzo delle vita quotidiana, relazioni già esistenti, condizionamenti.

  Il cammino è un ’esperienza essenzialmente individuale.   Eppure allo stesso tempo è un ’esperienza condivisa.  Sembra una contraddizione: ma è così.

  Perché sul cammino non si è mai soli: si cammina assieme a decine di altre persone, giunte lì da ogni parte del mondo per compiere la stessa esperienza.  Con loro si condivide il cammino, le fontane, i bar, i luoghi di sosta.  Negli stessi locali si cena, nello stesso albergue si dorme.   Con loro ci si saluta, si parla, ci si aiuta.   Non ci sono diffidenze.  Ci si unisce quando si vuole e altrettanto facilmente ci si divide.  Il tutto con grande libertà e senza costrizioni.

  E proprio quelle amicizie costituiscono uno dei migliori ricordi che il cammino regala.

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  Vorrei aggregarmi ad una comitiva per fare il cammino.   Mi sai fornire indicazioni?

 

  Il cammino non è adatto per essere fatto in comitiva.  E’ difficile che qualcuno ne organizzi.  E comunque non ne ho notizia.

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  Ci sono pericoli a fare il cammino da soli?

 

  Nessun pericolo particolare.   Anzi, nel cammino si sta fra persone che hanno deciso di fare la stessa nostra esperienza e quindi sono maggiori le affinità.   E proprio il tipo di esperienza contribuisce a tenere lontano eventuali persone male intenzionate.

  Gli spagnoli sono abituati da secoli a vedere pellegrini: non hanno motivi per temerli, per aspettarsi da loro pericoli.  Anzi ne hanno rispetto e sono sempre pronti a dare indicazioni, ad aiutare in caso di bisogno.

E infine la polizia sorveglia il cammino. in modo discreto ma lo fa.   

  Non ci sono quindi particolari pericoli, neppure per le donne.   Anzi, probabilmente si sta più al sicuro che nelle nostre città!

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  Vorrei portare il mio cane sul cammino: è possibile?

 

  Si possono incontrare problemi per far dormire il cane nella stanza assieme agli altri pellegrini.  Dipende naturalmente dal comportamento del cane e dalle direttive dell’hospitalero.

  Vedere per maggiori informazioni la pagina IN CAMMINO CON IL PROPRIO CANE

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1746

  Con il cane (Callegari)

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  Per fare il cammino bisogna essere credenti?

 

  Il pellegrinaggio a Santiago appartiene alla storia del Cattolicesimo e i milioni di pellegrini che lo effettuavano erano spinti da motivazioni che, direttamente o indirettamente, traevano origine dalla fede cristiana.   

  Tra i pellegrini di oggi ci sono molti cattolici ma anche atei, scettici, appartenenti ad altre religioni.

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  Si possono prenotare gli ostelli?

 

  No. E’ possibile, se non si è sicuri che l’ostello sia aperto o per particolari esigenze, chiamare l’ostello un giorno prima o la mattina stessa.  

  I telefoni sono segnati nell’elenco disponibile sul sito alla pagina SOPRAVVIVERE

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1733

  FAQ Dormire

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  Negli ostelli ci sono prese per il caricabatterie? ci sono punti Internet?

 

  Ci sono prese, e sono esattamente identiche a quelle italiane.  Alcuni ostelli hanno un pc connesso ad Internet: questa dotazione si va estendendo.

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  Quanti giorni occorrono? Quanti km si fanno al giorno?  Ci sono tappe prestabilite?

 

  Il tempo occorrente dipende naturalmente dai km giornalieri che si possono e voglio fare.  Non ci sono tappe prestabilite e ci si può fermare dove c’è un ostello per dormire.

  Mediamente si percorrono dai 20 ai 35 km al giorno.   Occorrono quindi, mediamente, dai 23 ai 35 giorni.

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  Quanto si spende per fare il cammino?

 

  Viaggio a parte si spende molto poco: in media una trentina di euro al giorni.   

  Vedere per maggiori informazioni la pagina SOPRAVVIVERE

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1733

  FAQ Soldi

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  E’ proprio necessario essere allenati?

 

  Il cammino non è fatto per atleti, ma per persone “normali”.   Però richiede un impegno fisico notevole.   Un discreto allenamento serve per diminuire la fatica e soprattutto per prevenire infiammazioni alle articolazioni, dolori, vesciche.   Non occorre un allenamento specifico.  Solo camminare e seguire le regole non scritte del buon senso.   

  Vedere per maggiori informazioni la pagina L ’ALLENAMENTO PREVENTIVO

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1731

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  Si può fare il cammino in bici?  E ’ meglio la bici da strada o la MTB?  Si possono noleggiare le bici in Spagna?

 

  Tutti i cammini possono essere fatti in bici.   Naturalmente in alcuni tratti occorre fare delle deviazioni per evitari fondo sconnesso o pendenze eccessive.

  E ’ preferibile utilizzare la MTB che consente di adattarsi meglio al percorso, che si svolge quasi totalmente su sterrati.

  Esiste un servizio di nolo bici: per maggiori notizie consultare il sito http://www.jacobeo.net/  

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  Qual è il periodo migliore per fare il cammino?

 

  Il cammino può essere percorso in qualsiasi periodo dell’anno.   La maggiore affluenza si ha in luglio ed agosto.   In questi mesi l’affollamento spesso risulta eccessivo e può diventare fastidioso, soprattutto nell’ultima parte.   E’ quindi consigliabile scegliere altri periodi.

  Chi lo fa nei mesi invernali tenga conto delle ore di luce, ovviamente inferiori, che costringono a fare tappe non eccessivamente lunghe, ed alle condizioni climatiche che posso essere non favorevoli.    Necessario quindi adeguare convenientemente l’abbigliamento e le calzature.

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  Che scarpe ci vogliono?  Vanno bene i sandali? E le scarpe da jogging? Ci vogliono scarponi alti o bassi?

 

  Non ci sono risposte assolute, valide per chiunque.  Dipende innanzitutto dal periodo.  Nei mesi estivi sono indicati i sandali o gli scarponcini da trekking leggero.  Sconsigliate le scarpe da jogging, troppo leggere, che non proteggono sufficientemente il piede.  A mio parere sono esagerati gli scarponi alti: il piede rischia di scaldarsi troppo.   Però, ripeto, non sono regole assolute: c’è chi si trova benissimo anche con gli scarponi alti!

  Sicuramente le scarpe devono essere collaudate: mai portare scarpe nuove!

  Vedere per maggiori informazioni la pagina L ’EQUIPAGGIAMENTO

  http://compostela.pellegrinando.it/sezioni.php?seid=1732

  Equipaggiamento (Callegari)

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  Quanto deve essere pesante lo zaino? C’è un limite massimo?

 

  Non c’è una misura prestabilita: il buon senso deve guidarci nella preparazione dello zaino.    

  Bisogna mettere solo ciò che è indispensabile, evitando di cedere alla tentazione di mettere cose in realtà superflue.  Un peso eccessivo può facilmente compromettere la salute delle articolazioni e dei piedi e  facilitare le tendiniti.   Solo l’indispensabile, lo ripeto.  Quello che potrà servire potrà essere comprato strada facendo.   Il cammino non si svolge in posti desertici ma in un paese molto simile all’Italia!

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  Sai se ci sono servizi di trasporto zaini?

 

  In alcuni posti ci sono: ma che senso ha farsi portare lo zaino?  Il cammino di Santiago è un’esperienza del tutto particolare: dà moltissimo, molto più di quello che uno si aspetta.   Ma richiede anche molte cose: una motivazione solida e la disponibilità ad affrontare qualche sacrificio e fatica.

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                                                                       16/01/2012

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